EMILIO ISGRÒ (1937)

ARTURO BONFANTI (1905-1978)
8 Gennaio 2019
ANTONIO CALDERARA (1903-1978
11 Dicembre 2018

"Emilio Isgrò nasce a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1937. Poeta visivo, pittore e scrittore, con le sue “Cancellature” e “Installazioni liriche” indaga sulla contiguità tra segno linguistico e segno iconico, giocando sul contrappunto tra significato e significante sottolineando il valore assoluto della parola, insostituibile baluardo contro l'appiattimento globale di una “cultura” tutta mediatica: una difesa della civiltà verbale contrapposta alla civiltà dell'immagine.

Emilio Isgrò igura forse unica nel panorama artistico internazionale per la vastità e la complessità dei suoi interessi, oltre per la sua irriducibilità a schemi di comodo; all'interno del sistema di comunicazione convenzionale, Isgro' cambia i contenuti, sposta e rovescia i piani, creando una sorta di spiazzamento che costringe chi guarda/legge ad un approccio inedito all'interno del quale il livello di lettura diviene ideologico, linguistico ed estetico.
Dopo l’esordio letterario con la raccolta di versi “Fiere del Sud” (Schwarz 1956), Emilio Isgrò si trasferisce a Milano dove attualmente vive e lavora. Si dedica alla Poesia visiva, nel doppio ruolo di teorizzatore ed artista. Nel 1964 incomincia a produrre le prime “Cancellature”, esposte in gallerie e musei italiani e stranieri. Nel 1966 si tiene a Padova la sua prima personale presso la Galleria 1 + 1 di Padova. Nei due anni successivi espone alla Galleria Apollinaire di Milano; espone poi presso la Galleria Schwarz 1971, a La Bertesca di Genova nel 1973 e nel 1974 presso lo Studio G7 di Bologna, da Lia Rumma a Napoli e alla Galleria Blu di Milano. Nel 1977 il primo premio alla Biennale di San Paolo.

Nel 1985 realizza a Milano l’installazione multimediale “La Veglia di Bach”, commissionatagli dal Teatro alla Scala per l’Anno Europeo della Musica. Negli anni 1972, 1978, 1986, 1993 viene invitato alla Biennale di Venezia. Dona alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma la grande scultura “Le Tavole della Legge, ovvero, La Bibbia di vetro” che resterà esposta al pubblico nella collezione permanente della Galleria, e lo farà in occasione della Notte Bianca 2007. Di rilievo è anche la sua attività di scrittore e uomo di teatro, consolidatasi con “L’Orestea di Ghibellina” (1983/84/85) e con alcuni romanzi e libri di poesia.

 
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